Viola Davis: “La fame mi ha fatto evadere”

Ora che è l'eroina di una serie tv ha qualcosa da dire a Hollywood e ricorda le sue origini.

“‘Ti daremo tre o quattro scene, mai abbastanza per dimostrare quello che vali. Ti prenderai il tuo insignificante stipendio e poi ti tornerà la fame per il prossimo ruolo, che sarà assolutamente uguale al precedente.’ Ecco, è così che Hollywood tratta le sue attrici di colore”. 

A parlare è Viola Davis, 49 anni, due Tony Awards e due candidature agli Oscar, una delle quali ottenuta per la parte interpretata ne Il dubbio (2009), nel quale si era fatta notare per un’unica scena, magistralmente recitata. Un atto d’accusa, quello dell’attrice, che sottolinea la difficoltà, ancora oggi, nel 2015, di essere un’attrice di colore a Hollywood.

Proprio  Viola Davis, però, è diventata oggi il nuovo volto della piccola rivoluzione razziale di Shonda Rhimes, già produttrice dell’amatissimo Scandal con Kerry Washington. La Davis sarà protagonista della seconda avvincente serie targata “Rhimes” che propone come protagonista una donna di colore: “Le regole del delitto perfetto” (How to get away with murder),  in cui l’attrice interpreta l’imprevedibile professoressa di Legge e implacabile avvocato della difesa, Annalise Keating. Un nome finzionale che non può non ricordare il ben più noto Professor John Keating interpretato da Robin Williams ne L’attimo Fuggente, con cui Annalise condivide senza dubbio un approccio anticonvenzionale all’insegnamento.

“Mi sono sempre stati dati molti ruoli materni e mansueti”, spiega l’attrice. “Annalise Keating, invece, è fatta di tutt’altra pasta. E’ una persona che prende il suo lavoro estremamente sul serio: le piace provocare i suoi studenti per spronarli a uscire dagli schemi della solita vecchia noiosa giurisprudenza. Ma al tempo stesso non esita a manipolarli per i suoi scopi, se necessario. L’aula universitaria è il suo palcoscenico.”

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