Analisi Semiotica Episodio di Bones 4×26 (4)

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4. Analisi del discorso

Cerchiamo ora di analizzare l’intreccio discorsivo di questo episodio per ricostruire con più chiarezza l’ordinamento del suo mondo indiretto.

Per scelta, decido di tralasciare la microtessitura con cui è composta la parte centrale e decido invece di concentrarmi sulla macrotessitura dell’episodio nel suo insieme.

4.1 La macrotessitura

Le situazioni quadro presentate sono fondamentalmente due:
1- Il caso di omicidio al night club “The Lab”
2- Il risveglio di Booth dal coma

La direzione del gesto compositivo è senza dubbio di tipo longitudinale e si tratta nella fattispecie di una tipologia di narrazione parallela in quanto la linea narrativa della serie canonica (di cui l’ultimo evento era stato Booth che entrava in sala operatoria alla fine del 4×25), viene interrotta per mostrare una linea narrativa appartenente ad un mondo completamente diverso da quello canonico, ma che nella scena finale scopriamo essere in qualche modo comunicante con esso.

L’articolazione di questo gesto compositivo longitudinale è qui caratterizzato da due soli movimenti combinati, netti e facilmente individuabili: con il primo (la dissolvenza finale dell’episodio 4×25) il racconto viene sbalzato dalla linea narrativa canonica a quella parallela, mentre con il secondo (la dissolvenza che da Bren e Mr. B abbracciati riporta l’immagine su Booth nel letto di ospedale) avviene il passaggio inverso.

La portata del gesto, ovvero la distanza temporale tra le porzioni del mondo canonico intervallate dal racconto/sogno è di circa 3 giorni, ovvero la durata del coma di Booth.

La gestione degli stili di montaggio e la velocità nei passaggi da un’inquadratura ad un’altra di questo episodio, a livello di microtessitura, come in tutta la serie di Bones, è contraddistinta da transizioni molto nette, dei veri e propri stacchi senza (generalmente) particolari stili di dissolvenze.
Tutt’altro discorso per quanto riguarda invece la macrotessitura, in cui spiccano le tre (quattro se cosideriamo anche la finale del 4×25) dissolvenze descritte sopra, molto raramente usate in Bones, ma il cui uso è qui giustificato dalla particolare natura dell’episodio, che, come detto, è l’unico AU dell’intera serie.

Quello che mi incuriosisce, dato che in questo episodio queste particolari transizioni giocano un importante ruolo dal punto di vista semantico (segnare i passaggi tra le diverse linee narrative) e non sono quindi usate a caso secondo il piacere estetico del regista, perchè ve ne sono 4 se i passaggi chiave sono solo 2 (dal canon all’au e viceversa)?
Decido di approfondire l’indagine per provare a dare una risposta a questa domanda.

4.2 Le transizioni

bones4x26-transizione1

T 1: La prima transizione è quella con cui si conclude l’episodio 4×25: quando Booth viene condotto in barella nella sala operatoria, a tutto quello che è al suo interno viene applicato un effetto “glow”; la telecamera resta fuori, ma continua a seguire quello che avviene all’interno attraverso la finestrella della porta, finchè il bagliore non si estende all’intero quadro e tutto diventa bianco.

 

bones4x26_transizione2

T 2: La seconda transizione (anch’essa, caratterizzata da un effetto “glow”) è quella che avviene tra la scena d’amore che apre l’episodio 4×26 e gli eventi della presupposta mattina seguente.

Attenzione, però!
bones_4x26_different_alarm_clocksQui bisogna menzionare un piccolo ma importantissimo particolare che pur essendo in bella vista sotto gli occhi di tutti, alla prima visione dell’episodio potrebbe risultare impossibile da notare.
Nella primissima panoramica della camera da letto, infatti, la radiosveglia sul comodino segna in maniera standard le ore “4:47”; nella scena successiva, invece, alla luce del giorno, la radiosveglia segna, alla maniera militare, le ore “0543”.
Ciò conferma che questa seconda transizione non rappresenta solo un semplice passaggio temporale dalla notte alla mattina seguente, ma un passaggio molto più significativo.

 

bones4x26_transizione3

T 3: La transizione che sembra segnare solo un semplice passaggio del tempo è invece la terza, una dissolvenza al bianco che ci conduce dalla canzone dei Motley Crue al club deserto dopo la chiusura.
In quell’occasione, il Lab è ancora un night club, Wendell ancora il buttafuori, Bren e Mr. B sono vestiti esattamente come la sera della performance, parlano ancora degli eventi di quella sera e nessun elemento ci porta anche solo a dubitare che quello non sia il proseguimento della stessa serata che avevamo visto fino a pochi momenti prima.
L’unica cosa che si può appuntare di questa scena è che, come nella scena iniziale, è molto forte la presenza della voce narrante.

 

bones4x26_transizione4

T 4: L’ultima transizione è stilisticamente uguale alla terza, una semplicissima dissolvenza al bianco, che segna il ritorno dall’universo parallelo del racconto/sogno a quello dell’universo canonico.

4.3 Gli altri indizi

Il quadro che si è andato finora delineando sarebbe il seguente:

S. 1
Finale
4×25

T. 1

glow

S. 2
Scena
d’amore

T. 2

glow

S. 3
Omicidio al club

T. 3

diss.
bianco

S. 4
Rivelazione
gravidanza

T. 4

diss.
bianco

S. 5
Risveglio dal coma

canon

?

au

?

canon

Con i segmenti 1 e 5 (il finale del 4×25 in ospedale prima dell’operazione e il finale del 4×26 sempre in ospedale ma dopo l’operazione), che rappresentano sicuramente sequenze della serie canonica.
Tutta la parte centrale sull’investigazione dell’omicidio al nightclub (segmento 3), che è sicuramente un universo alternativo, mentre le due sequenze di poco più di un minuto comprese tra le transizioni (segmenti 2 e 4) che rimangono il vero nodo da sciogliere.
Data la simmetricità dello schema, viene da pensare che si tratti di due pezzi speculari di uno stesso spazio intermedio tra il canon e l’AU…possibile?
Non per niente, le prime due transizioni sono rese con un effetto “glow”, come ad esplicitare questo progressivo “addentrarsi” nella linea narrativa parallella del sogno, mentre quelle “in uscita” sono caratterizzate da una più semplice dissolvenza al bianco, come rappresentasse un progressivo ritorno alla normalità.

Altre considerazioni da aggiungere sono:

– C’è uno differenza alquanto marcata tra le qualità sensibili dei segmenti 2 e 4, dove le scene sono caratterizzate da colori caldi, un’illuminazione soffusa e un ritmo lento, e il segmento 3, dove invece la maggior parte delle scene sono caratterizzate da colori vivi, quasi sgargianti, e un montaggio che scandisce un ritmo alquanto vivace. Al contrario, i colori sono invece freddi e spenti nei segmenti 1 e 5, che non per niente sono le scene all’ospedale.

– A differenza del segmento 3, dove interviene una sola volta, nei segmenti 2 e 4 è molto forte la presenza della voce narrante, che abbiamo scoperto essere la voce che racconta ciò che Brennan sta scrivendo.

E non ci dimentichiamo il particolare delle radiosveglie diverse…

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One comment

  1. Francesca Battaglia says:

    Che bella questa serie televisiva.C’è veramente una grande tensione emotiva nell’attesa che i due protagonisti si dichiarino rispettivo amore.E’ forse anche perchè in America sono così riservati e prudenti ad aprirsi sentimentalmente?.
    Francesca Battaglia
    francibattaglia@alice.it

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